Il tasso di interesse sul capitale, da pagare alla banca o all'ente finanziario che ha concesso il finanziamento, costituisce il prezzo del credito al consumo, dovuto ogni anno e che viene indicato anche come Tan, o tasso annuo nominale; sommandovi gli altri costi fissi e variabili del finanziamento, si ottiene il Taeg, o Tasso annuo effettivo globale, un indice che comprende sinteticamente tutte le spese che si dovranno affrontare. Se il finanziamento supera i 30mila euro, il Taeg è sostituito dall'equivalente Indicatore sintetico di costo (Isc), ma la differenza è di fatto nominale poiché i due indici si calcolano allo stesso modo e svolgono la stessa funzione. Attenzione, perché in molti casi le promozioni per il cosiddetto "tasso zero" si riferiscono soltanto al Tan e non al Taeg o Isc; in tal caso, il finanziamento comporta comunque qualche costo aggiuntivo rispetto al semplice rimborso del capitale. Anche per questo, quando si fa ricorso al credito al consumo, è sempre bene verificarne il tasso di interesse, guardando sia al Tan sia al Taeg. La trasparenza da parte degli operatori è d'obbligo, tanto che il tasso di interesse deve sempre essere indicato espressamente nel contratto. La legge anti-usura 108 del 1996 stabilisce inoltre che questi tassi di interesse non possano superare una certa soglia fissata ogni trimestre dalla Banca d'Italia. Attualmente, il tasso di interesse per i crediti personali alle famiglie non può essere superiore al 14,9%, ma il cosiddetto tasso d'usura varia a seconda delle tipologie di credito al consumo e anche dell'importo considerato. Le tabelle aggiornate possono essere reperite anche sui siti web delle principali associazioni dei consumatori come ad esempio ADOC.