Sempre più consumatori scelgono di pagare a rate i propri acquisti, per dilazionare nel tempo il pagamento e godere immediatamente del bene o servizio desiderato. Quello del pagamento a rate è un concetto tutt'altro che recente, assimilabile in tutto e per tutto ad un finanziamento personale, ed è alla base di molte tipologie di credito al consumo finalizzato. Ricorrere al pagamento a rate significa trasferire un onere finanziario nel futuro, scaricandolo su una disponibilità finanziaria a venire che non necessariamente corrisponde allo stato attuale del proprio portafoglio. Tale possibilità ha un prezzo, dato dagli interessi sull'importo che si sceglie di pagare a rate, applicati sino all'estinzione completa del debito. La diffusione dei pagamenti a rate tra i consumatori italiani è alla base del moltiplicarsi di offerte da parte degli operatori. Comprare a rate un'auto o una cucina non è insolito, visto l'ammontare elevato di queste spese, ma oggi è ormai possibile frazionare il pagamento di grandi e piccoli elettrodomestici oltre che di viaggi, crociere, e qualsiasi genere di bene e servizio. E dove non arriva l'offerta, intervengono i servizi ad hoc elaborati dagli intermediari finanziari e dalle banche, come le sempre più diffuse carte revolving. Sussiste, però, il rischio di perdere di vista l'ammontare complessivo degli esborsi mensili, accumulando un numero elevato di pagamenti a rate senza che a monte vi sia una reale pianificazione finanziaria. Per questo, molte associazioni dei consumatori e le stesse banche consigliano di porre un tetto alle spese, in modo tale che le rate mensili a carico della famiglia o del singolo consumatore non superino complessivamente il 30% dello stipendio recepito.