Il mercato del credito al consumo sta conoscendo un momento di grande espansione, in Italia come in Europa, con picchi di crescita soprattutto nei Paesi in via di sviluppo. Secondo dati dell'Unione Europea, il credito al consumo costituisce in media il 18% dei ricavi lordi delle banche per quanto riguarda l'attività al dettaglio, per un giro d'affari complessivo pari a 800 miliardi di euro soltanto nei Paesi dell'Ue. Il tasso di crescita medio annuo è dell'8% in Europa, ma di norma è sensibilmente superiore in Italia, dove ha raggiunto il 9% circa nel 2007. Nel corso del 2008, però, la crisi ha fatto sentire i suoi effetti anche sull'altrimenti florido mercato del credito al consumo, almeno stando all'ultimo studio dell'Osservatorio sul credito al dettaglio, realizzato congiuntamente di Assofin, Crif e Prometeia, aggiornato su base semestrale. Nel corso del primo semestre, la crescita è rallentata senza però arrestarsi, attestandosi intorno all'8 per cento. La contrazione vera e propria è giunta a novembre, con un calo del 10% seguito da una diminuzione di pari portata anche a dicembre. Il trend negativo è dovuto da un lato alla debolezza del potere d'acquisto delle famiglie e al rallentamento dei consumi, e dall'altro alla maggiore selezione da parte delle aziende e degli operatori del credito al consumo, che in un momento di incertezza preferiscono concedere finanziamenti esclusivamente ai clienti migliori per evitare qualsiasi rischio di insolvenza. Il mercato del credito al consumo soffre così di una carenza di liquidità che non è stata scongiurata neanche dai ripetuti tagli ai tassi di interesse effettuati dalla Banca Centrale Europea (Bce) nel corso degli ultimi mesi.