Fra gli strumenti di credito al consumo più diffusi vi sono le carte di credito revolving. Come le normali carte di credito, anche le carte revolving consentono di effettuare pagamenti senza ricorrere ai contanti ma attingendo direttamente al conto corrente. Il termine "revolving", tuttavia, ha un significato ben preciso e si riferisce a una caratteristica propria di questo tipo di carte: il cliente può infatti scegliere di saldare il conto non già alla fine del mese, ma dilazionando il pagamento su più rate nel tempo. Il fido concesso è piuttosto contenuto e supera di rado i 2mila euro; man mano che il cliente paga l'importo dovuto e i relativi interessi, il capitale cui può attingere va ricostituendosi e torna a essere disponibile per nuovi finanziamenti - un principio "rotativo" cui le carte revolving devono il loro nome. Si può così accedere quasi automaticamente a un finanziamento a rate, senza per questo dover richiedere un finanziamento ad hoc, con tutti i vantaggi in termini di risparmio di tempo e di modulistica da compilare. Ovviamente, gli interessi si pagano solo qualora si scelga di rateizzare il pagamento, e non se si utilizza la carta revolving come una qualsiasi carta di credito a saldo. Nel primo caso, tuttavia, le spese possono essere molto elevate, con un tasso annuo nominale (Tan) superiore al 10-15% e un tasso annuo effettivo globale (Taeg) che può anche superare il 20 per cento. Stando a dati ABI, le carte di credito revolving in circolazione sono più di 4 milioni, mentre l'Osservatorio Assofin sul credito al consumo rileva come il controvalore complessivo delle operazioni effettuate con questi strumenti ammontava, nel 2008, a oltre 8 miliardi di euro.